Le 10 migliori fatality di Mortal Kombat

Le mosse più belle e sorprendenti che ci ha regalato questo grande classico dei fighting game.

Uno dei più grandi traumi della vita di un ragazzino era impegnarsi al massimo a premere in ordine tutti i pulsanti per attivare una fatality per poi guardare sullo schermo il personaggio muoversi in modo scattoso e sincopato senza che accadesse nulla. Alcune fatality erano difficilissime e i supporti che avevamo rispondevano sempre male. Anche per questo le leggendarie uccisioni di Mortal Kombat erano un premio da sudare e quasi da collezionare, sperando di sbloccarne sempre di nuove. La prima volta che scoprii il trick per far cadere l’avversario dal ponte con un uppercut, facendolo schiantare su delle punte acuminate, rimasi stupefatto e tutta la giornata cambiò in meglio. Questo gioco era pieno di sorprese creative e sanguinarie che per un bambino diventavano immediatamente l’unica cosa che contava insieme alle merende e alle partite in piazza.

Oggi dopo tanti anni ho deciso di immergermi di nuovo in questo universo divertente e oscuro andando a scegliere le 10 fatality più belle e sorprendenti che ci ha regalato questo grande classico dei fighting game.

Don’t try this at home: non avreste abbastanza spazio e voglia di pulire il sangue.

 

Mortal Kombat X: Sub-Zero

È interessante sapere che la storia dietro il mondo e i personaggi di Mortal Kombat è estremamente complessa e piena di colpi di scena, di vendette, cambi di schieramento, viaggi nel tempo e ritorni dalla morte; una sorta di Beautiful se fosse prodotto da J.J. Abrams e diretto da Rob Zombie. È altrettanto interessante riflettere sul fatto che più la trama si fa intricata con l’avanzare dei giochi, più l’utente medio se ne infischia e pensa solo a prendere a mazzate il prossimo. Per esempio non sapevo che Sub-Zero muore alla fine di MK1 e che viene rimpiazzato dal fratello minore in MK2, per poi tornare in quelli successivi; perché poi in un videogioco in cui si può morire ogni 5 minuti la morte diventa un concetto molto relativo. Questa fatality è una delle declinazioni più sofisticate della morte causata dal ghiaccio di Sub-Zero. Per non ripetere sempre il congelamento dell’avversario e la sua frantumazione si opta, in questo caso, per un letto di stalagmiti con salto sul petto per assicurarsi il trapasso della carne.

 

Mortal Kombat 2011: Scorpion

Dopo anni di avversari arsi vivi e di teste mozzate a pugni la visione di una fatality così creativa mi ha piacevolmente ricordato che sotto quella maschera gialla e dentro quel teschio demoniaco, in fondo, c’è anche un po’ di gioiosa fantasia. Nel nono capitolo della serie il vecchio Scorpion si mette a giocare con i regni interdimensionali. Potete notare facilmente che l’avversario entra nel primo portale intero e dopo una frazione di secondo esce dall’altro, totalmente scarnificato e appeso per il collo alla catena. Chissà cosa è successo tra quei due viaggi dimensionali, potrebbe essere passata un’ora come 50 anni di torture e sofferenza. In fondo questa è una bella metafora delle nostre vite: assaporate a fondo ogni minuto di esistenza, prima che la catena di Scorpion vi faccia uscire dall’ultimo portale infuocato e la scritta Game Over oscuri l’orizzonte.

 

Mortal Kombat 3: Liu Kang

Come qualcuno di voi saprà non esistono solo le fatality per finire l’avversario, ma sono state pensate anche una serie di altre “mosse” che nei diversi capitoli del gioco hanno ravvivato i combattimenti. Le più famose sono le animality, le brutality, le babality e le friendship. Queste ultime non uccidono nessuno ma permettono al personaggio di fare lo scemo o comunque di esibirsi in qualcosa di strano. Lo so che questa dovrebbe essere una classifica di fatality violentissime e pazze, ma questa friendship di Liu Kang è imperdibile e va premiata. Mentre il malcapitato di turno aspetta la morte, un telo per proiettore viene illuminato sullo sfondo e il guerriero intreccia le dita creando, attraverso le cosiddette ombre cinesi, il logo di Mortal Kombat.

 

Mortal Kombat Shaolin Monks: Kung Lao

Kung Lao: monaco della setta segreta del Loto Bianco, discendente del Grande Kung Lao ucciso da Goro 500 anni fa, protettore delle forze del bene e nemico giurato di Shao Kahn e del dio corrotto Shinnok, in questa fatality tira fuori un coniglio dal cappello e ci mena il malcapitato di turno fino a farlo esplodere. Questo per farvi capire quanto è bello Mortal Kombat. Da notare che nel momento in cui estrae la bestiola l’avversario comincia a fare gesti tipo: “no grazie, no non mi serve guarda, davvero”. Una scena incredibilmente strana ed epica.

 

Mortal Kombat XL: Jax

Le grafiche dettagliate e cinematografiche di Mortal Kombat X e della sua espansione Mortal Kombat XL permettono di godere al meglio di tutti i particolari più gore che caratterizzano il gioco. In questa fatality dall’efferatezza primitiva e quasi classica possiamo notare tante minuzie: il gorgoglio che fa la gola dopo che la testa è stata aperta in due tipo albicocca, le scintille di cenere che si alzano dal sigaro dopo lo spegnimento e un enorme cisterna nera che continua ad oscillare sullo sfondo come se nulla fosse.

Mortal Kombat vs DC Universe (Fonte: Youtube)

Mortal Kombat vs DC Universe: Batman

Il grande regalo che ci fa questo titolo è quello di portare gli eroi della DC Comics nel mondo ultraviolento di Mortal Kombat. I nuovi personaggi selezionabili sono: Flash, Batman, Wonder Woman, Green Lantern, Capitan Marvel, Joker, Lex Luthor e Superman. La fusione tra i due universi ha creato un compromesso interessante permettendo ai nuovi eroi di pestarsi a sangue senza però tradire lo spirito dei personaggi. Questo significa che le fatality dei supereroi, che vengono chiamate “Heroic Brutality”, non portano alla morte. Questa di Batman ricalca perfettamente lo stile del Cavaliere Oscuro che con un sensore richiama una nuvola di pipistrelli famelici che assalgono in massa l’avversario.

 

Mortal Kombat – Film: Johnny Cage

Il primo film di Mortal Kombat è bellissimo e rappresenta al meglio gli anni Novanta, con il tema musicale coatto da spiaggia, gli effetti speciali ai primordi del digitale e Cristopher Lambert con i fulmini negli occhi. L’opera di Paul W. S. Anderson fila benissimo e riesce a ritagliare i combattimenti uno contro uno in vari ambienti, richiamando alla perfezione il gioco. Questo scontro tra Johnny Cage e Scorpion è ambientato principalmente nel piano infernale del demone e si conclude con una fatality straordinaria, che in realtà riprende una “friendship” di Mortal Kombat 2, in cui JC (che è una specie di mix tra Chandler di Friends e Van Damme) lascia il suo autografo dileguandosi, prima che tutto esploda tra le fiamme.

 

Mortal Kombat 2011: Sonya Blade

Questa fatality sarebbe lo spot perfetto da mandare negli schermi della metro come avvertimento per chi non paga il biglietto. A Roma, ad esempio, Atac e Mortal Kombat sarebbero una partnership vincente per rilanciare l’agenzia di trasporti della capitale, francamente in difficoltà negli ultimi anni. Ora che ci penso tutti questi autobus che prendono fuoco potrebbero essere una campagna di viral marketing che porterà a breve all’annuncio di un’alleanza con il picchiaduro più violento di sempre. Sonya sarebbe un testimonial autorevole, forte, dall’aspetto seducente e marziale allo stesso tempo, perfetto da spendere sui cartelloni della Tiburtina e della Colombo. Votate con il vostro Like questa proposta.

 

Mortal Kombat 2: Reptile

Questa fatality “classica” mi riporta ai tempi in cui da bambino vedevo questo gioco per la prima volta. Ricordo che inizialmente non riuscivo a divertirmi davvero perché il senso di colpa e il turbamento nel vedere tutta quella violenza così esplicita mi paralizzavano. Questa forse fu la prima morte davvero divertente che mi fece capire che in effetti Mortal Kombat è un baraccone super ironico e super simpatico. Devo confessare che Reptile e Sub-Zero sono stati da sempre i miei personaggi preferiti, questo perché entrambi sono circondati da un’ombra di solitudine e di malinconia. Scrivendo questa classifica scopro che in effetti Reptile è l’ultimo di una stirpe rettiliana vissuta miliardi di anni fa e i suoi servizi al malvagio Shao Kahn sono concessi nella speranza che egli faccia resuscitare i suoi simili. Scopro inoltre che i creatori del gioco a un certo punto si sono inventati una rettiliana donna di nome Khameleon, che passa la vita a cercare Reptile per dare altri discendenti alla loro stirpe. Non è romantico? Eccoli paparazzati in un momento di tenerezza a Ibiza.

 

Mortal Kombat Gold: Cyrax

Il fallimento della Dreamcast ha fatto dimenticare ai più il capitolo della serie Mortal Kombat Gold, che per l’appunto era la versione SEGA di Mortal Kombat 4, con diversi dettagli e personaggi in più, tra cui Cyrax. Questo ninja-cyborg assassino, che poi diventa buono, ha una fatality incredibile e paradossale: fa esplodere la Terra. Voglio dire, non è un po’ esagerato? Sarebbe molto bello e molto “meta” se dopo questa fatality si spegnesse il gioco.