L’arrivo del Game Boy in Italia

L'attesa e il lancio italiano della console attraverso le parole delle riviste videoludiche dell'epoca.

Il Game Boy arrivò in Italia sul finire dell’estate 1990, in concomitanza con l’esplosione della “console mania” in Europa e la conseguente diffusione, nel nostro paese, di tantissime nuove riviste videoludiche (Computer+Videogiochi, Console Mania, Game Power, K, ecc) che si andavano ad aggiungere a quelle già affermate da anni (The Games Machine e Zzap! Italia su tutte). Si trattava di un periodo di transizione per il mondo dei videogiochi: gli home computer della Commodore e della Sinclair, che avevano stravenduto negli anni ’80, stavano pian piano lasciando spazio al mondo delle console. I confini e i limiti di un mercato in forte espansione erano, quindi, ancora tutti da definire. Il grande pubblico, in continua crescita, seguendo il trend già osservato in Giappone e Stati Uniti, aveva voglia di acquistare le ultime novità in fatto di console ma, soprattutto, aveva una grande sete d’informazione. Per quasi tutti gli appassionati, durante gli anni ’90, l’unico mezzo disponibile per restare al passo con i tempi era proprio leggere la propria rivista di videogiochi preferita. Sfogliando oggi i mensili dell’epoca si avvertono tutte le sensazioni di un modo di fare informazione diverso, meno preciso, più dilatato nel tempo ma sicuramente ancora affascinante e soprattutto, in qualche modo, più “avventuroso”. Gli aggiornamenti dagli altri continenti erano pochi, tra l’altro in ritardo di mesi e spesso imprecisi, ma si trattava di tutto il necessario per sognare e immaginare ciò che sarebbe stato il futuro, anche prossimo.

Quello che ho cercato di fare è stato ricostruire la storia dell’attesa e del lancio italiano di una console che ho amato e amo alla follia, riportando le parole di chi all’epoca scriveva e cercando, per quanto possibile, di richiamare alla memoria la sensazione di attesa per mettere le mani sulla nuova console che provavo sfogliando quelle riviste. Il tutto è stato possibile spulciando le news e gli articoli delle pubblicazioni italiane che vanno dalla primavera del 1989 al Natale del 1990, periodo che copre i tre lanci “continentali” (Giappone, Stati Uniti, Europa) della console. Le riviste prese in considerazione sono i grandi classici dell’editoria videoludica italiana: Zzap! Italia, The Games Machine, Guida Videogiochi e K. Prima di partire per questo piccolo viaggio nel tempo un doveroso ringraziamento va a Zzap.it per la consultazione dei numeri della famosa rivista dedicata agli 8 bit e a Mauro Corbetta e a tutto lo staff di RetroEdicola Videoludica che, tramite un infinito lavoro di scannerizzazione, mantiene viva la memoria di un glorioso periodo della storia dell’intrattenimento. Ancora qualche piccola precisazione utile a contestualizzare il tutto.

Il lancio del Game Boy in Italia avvenne tramite la famosissima casa di produzione di giocattoli Mattel, partner già scelto dalla Nintendo per distribuire i prodotti del NES in Italia e non solo. Il periodo è settembre 1990 con un ritardo di più di un anno rispetto a Giappone e Stati Uniti (ufficialmente 21 aprile e 31 luglio 1989). In particolare fu presentata ufficialmente alla famosa fiera SIM HI-FI IVES tenutasi a Milano dal 20 al 24 settembre 1990. La console fu poi supportata da una buona campagna pubblicitaria e distribuita su tutto il territorio nazionale nelle settimane successive, in modo da essere ben presente nei negozi entro Natale. Il lancio italiano è in linea, quindi, settimana più settimana meno, con il lancio europeo riportato ufficialmente alla data 28 settembre 1990. Chi mastica anche solo un pochino di storia dei videogiochi sa che l’avversario da battere era allora l’Atari Lynx, console che, se all’inizio aveva dimostrato di avere un ottimo potenziale, si rivelò successivamente un vero e proprio disastro tecnologico. Se ne erano dovuti accorgere ben presto alla Atari Italia dove, come vedremo, decisero addirittura di accorciare drasticamente i tempi di distribuzione sul mercato italiano per contrastare, ancor prima del lancio ufficiale, la portatile Nintendo. L’operazione non ebbe gli effetti sperati e la console passò in secondo piano, anche come semplice avversaria del Game Boy, con l’uscita del PC Engine GT (in Europa TurboExpress) e soprattutto, qui da noi, del Sega Game Gear.

1989

Quella che sembra essere la prima apparizione in assoluto del Game Boy sulla stampa videoludica nostrana è sul numero 7 di K, datato giugno 1989. A pag. 5, nello speciale “Un pieno di console…” si legge:

“Si parla anche di una console Nintendo ‘portatile’, ma per il momento sarà venduto solo in Giappone. Gli americani non hanno nessuna intenzione di stare a guardare e stanno lavorando ad una macchina-gioco portatile. […] la Epyx ha confermato che la loro nuova macchina sarà presentata al CES di Chicago in giugno […] un prezzo di circa 200/250 mila lire in Italia. Il fondatore e direttore della Epyx, John Brazier, ha confermato che la macchina dovrebbe arrivare da noi per il Natale dell’anno prossimo…”

da K n. 7

Vediamo che comincia fin da subito a delinearsi il dualismo tra il Game Boy e quello che diventerà l’Atari Lynx, il cui lancio europeo era originariamente previsto per fine 1990. Sappiamo che non sarà così poiché l’inaspettato successo della portatile Nintendo costringerà Atari, e in particolare Atari Italia, a rivederne i piani di distribuzione. Ad ogni modo l’evento del 1990 che segna un punto di svolta per l’introduzione delle console portatili nel mondo occidentale è proprio il già citato CES di Chicago del giugno 1989. Tutte le riviste italiane, infatti, riportando i resoconti della manifestazione, non possono non citare quanto visto riguardo Game Boy e Lynx.

The Games Machine presenta addirittura uno speciale di tre pagine tutto dedicato alle due portatili che solo in quei mesi si stavano affacciando sul mercato giapponese e americano. L’occasione giusta per introdurre l’argomento è data della possibilità offerta ai giornalisti della redazione inglese, proprio durate la manifestazione statunitense, di provare un prototipo di Atari Lynx. Sul numero 12 quindi, del settembre 1989, alle pp. 12-14, vengono riportate le sensazioni più che positive sulla console prodotta da Epyx e se ne approfitta per introdurre e approfondire il discorso Game Boy. Quest’ultimo, lanciato negli Stati Uniti subito dopo la fiera, nel luglio 1989, aveva fatto registrare immediatamente record di vendite:

Dopo l’enorme successo del Nintendo Game Boy in America e Giappone, l’Atari è stata costretta ad anticipare l’uscita sul mercato sul mercato del proprio “giocattolo portatile” per il CES di Chicago.

Agli occhi dei giornalisti il confronto sembra però impietoso: il Lynx ha uno schermo coloratissimo e la possibilità di collegare fino a 8 console. Quello che resta da vedere è la reale autonomia della console e il supporto delle software house. L’approfondimento sul Game Boy, il primo a comparire su una rivista italiana, con tanto di foto della console accompagnata dalla cartuccia di Baseball, non ne descrive le caratteristiche hardware ma si limita a fornirne il prezzo in Giappone (equivalente a circa centomila lire) e a sottolinearne gli svantaggi con l’Atari Lynx:

Il suo svantaggio principale rispetto al nuovo concorrente della Atari sembrerebbe il display monocromatico, oltre ad altri particolari come la possibilità di collegare fra loro per un gioco multiplo solo due console. Sono comunque in moto diverse terze parti per la pubblicazione di software […]

Anche K, sul n. 9 del settembre 1989, riporta le proprie impressioni sulla manifestazione di Chicago nello “Speciale CES”:

L’Atari Portable Colour Entertainment System (quante parole!) è il prodotto “misterioso”, realizzato dalla Epyx, che tutti avevamo a lungo aspettato. L’Atari ha dovuto scucire un sacco di dollari, quando la compagnia di software californiana ha deciso che aveva bisogno di maggiori risorse finanziarie per immettere sul mercato questa rivoluzionaria console portatile. Ma anche una società solida come l’Atari, forse, stenterebbe a competere contro la Nintendo, che sta investendo cifre incredibili per sottoporre all’attenzione dei giocatori americani il suo Game Boy. Una campagna pubblicitaria da 15 milioni di dollari ha infatti invaso i teleschermi degli Stati Uniti e andrà avanti fino ad Agosto, quando avrà luogo il lancio del Game Boy. L’Atari non intende spendere una cifra di questo genere per promuovere la sua macchina, ma ne sottolinea, invece, i numerosi vantaggi tecnici rispetto alla macchina della Nintendo.

Sempre all’interno dello speciale, a pag. 16, compare un piccolo box dal titolo “C’è futuro per Game Boy?” dove se ne sottolineano le carenze tecniche nei confronti del prodotto Atari.

da Zzap! n. 37

L’interesse per le console portatili comincia a diffondersi sempre più tra gli appassionati e così perfino Zzap! Italia sul numero 37 di settembre 1989 riporta un box abbastanza grande dal titolo “Console a portatata di… mano” scritto da Bonaventura Di Bello. Nell’articolo si introduce dapprima l’Atari Lynx, che sembra essere ancora avvolto nell’ombra, nonostante le dimostrazioni viste al CES:

[…] ed è infatti negli USA che è stata appena lanciata – sotto il marchio Atari – una nuova console ‘portatile’ dalle caratteristiche rivoluzionarie. Si tratta dell’Atari Portable Entertainment System (detto anche Atari Advantage) […]. Il prezzo americano dell’APES dovrebbe aggirarsi sulle duecentomila lire, e in Gran Bretagna verrà presentato ufficialmente in occasione del British International Toy and Hobby Fair (praticamente la fiera del giocattolo inglese), programmato per il 27 Gennaio 1990.

Poi viene il turno del Game Boy:

L’Atari Advantage dovrebbe quindi dare del filo da torcere al neonato di casa Nintendo, il Nintendo Game Boy, che si presenta come un’evoluzione dei giochini tascabili, più che come console portatile. Il Game Boy è contraddistinto infatti da un display monocromatico più piccolo di quello presente sull’APES […] e – cosa fondamentale – è attualmente disponibile soltanto in Giappone ad un prezzo che si aggira sulle 130.000 lire.

Sul n. 13, dell’ottobre 1989, The Games Machine si spinge a predire, e qui la “colpa” è della redazione inglese, poiché l’articolo è ancora una volta una traduzione, l’imminente morte del Game Boy. Riporto uno stralcio dall’interno della rubrica “Made in Japan” del corrispondente dal Giappone Shintaro Kanoaya, che si occupa su questo numero delle novità dal Tokyo Toy Show tenutosi a giugno 1989:

Per l’ormai defunto Game Boy c’erano solo Soko-Ban e Hyper Lode Runner. Vecchi ma brillanti, specialmente se si aspetta il treno o la metropolitana. Oltre a questi c’erano Golf, Motocross Maniacs e Battleship.

Sul n. 12 di K, di dicembre 1989 si dà il via alla rubrica “Console Mania” che presenta un interessante articolo dal titolo “Anteprima Game Boy” che si sofferma sul successo incredibile che sta avendo oltreoceano un altro gioco: Tetris. L’introduzione è abbastanza chiara:

Passeranno ancora dei mesi prima che il Game Boy arrivi in Italia, ma K ama le anteprime (anche i nostri lettori, a dire il vero) e non poteva farsi scappare l’occasione di parlare del gioco che sta ’vendendo’ il Game Boy in USA, Tetris. In attesa che arrivi anche da noi, lustratevi gli occhi (si fa per dire).

1990

Sul numero successivo, il 13 di gennaio 1990, compare in “K notizie”, sezione dedicata alle news, l’articolo dal titolo “Gameboy II” che, oltre ad anticipare la probabile “imminente” uscita di una versione a colori della portatile Nintendo, ci fornisce importanti informazioni riguardo l’andamento del mercato nei primi mesi di lancio in Giappone e USA e le aspettative per l’Italia:

In USA e in Giappone il Gameboy ha già sfondato, la domanda supera ormai nettamente l’offerta. Il Gameboy intanto dovrebbe essere presentato in Italia al Salone del Giocattolo di Milano, alla fine di questo mese, mentre non si sa ancora niente sulla presentazione italiana della console a colori portatile Lynx dell’Atari.

da K n. 13

Sarà invece Atari, a sorpresa, e per bruciare sul tempo Nintendo, a presentare il Lynx alla suddetta fiera d’inizio anno. Passando ad altre riviste, è curioso notare come, nonostante la stretta collaborazione tra Editori Jackson e Mattel, addirittura partner in un concorso a premi in occasione del SIM HI-FI IVES di Milano del 1989, il Game Boy trovi spazio, per la prima volta tra le pagine di Guida Videogiochi solo nel gennaio 1990 (allegato “Console n°1” del n. 7).

L’occasione è anche qui il resoconto, con un bel po’ di ritardo, del CES di Chicago del 1989. Più che descrivere le caratteristiche della console e i giochi più attesi, è interessante riportare uno stralcio dall’intervista fatta a un non specificato rappresentante della grande N durante la manifestazione. Le dichiarazioni, seppur riguardanti il rinvio del lancio del Super Famicom, ci dicono molto sul perché la Nintendo decise di puntare su una console tecnologicamente “obsoleta” come il Game Boy:

In primo luogo, gli investimenti sono importanti e la qualità dei giochi non ne guadagna sufficientemente per giustificarli. Secondariamente, noi creeremmo un problema ai genitori: il bambino che vuole sempre ciò che c’è di meglio, resterebbe alla fine deluso se non avesse che un 8 bit. Infine, miriamo al grande pubblico dei bambini (7-9 anni) che scopre con passione anche giochi ormai obsoleti; non c’è bisogno di perturbare questo mercato. È certo meglio svilupparlo ancora.

Intanto l’Atari Lynx, già importato in Italia e che a questo punto attendeva di essere presentata ufficialmente al pubblico al Salone del Giocattolo di Milano di quell’anno (25-30 gennaio 1990), si assicura la copertina sul numero 15 di K di marzo 1990, oltre che, all’interno, uno speciale di due pagine dal titolo “Un videogioco per l’estate”. Nell’articolo troviamo una sintesi delle dichiarazioni del Dott. Veronesi, amministratore delegato di Atari Italia:

La decisione di Atari Italia di anticipare i tempi – prima si vociferava di un lancio settembrino – si spiega con l’intenzione di lanciare il Lynx come ‘videogioco per l’estate’, sfruttando la stagione naturale per una console portatile. L’Atari Italia, a detta del suo amministratore delegato il Dott. Veronesi, prevede di vendere circa 30.000 unità nel 1990. Sembra una previsione piuttosto ottimistica, visto anche il prezzo non proprio adatto a tutte le tasche […]

Nel box informativo viene riportato il prezzo della console: 349.000 Lire, in bundle con la cartuccia California Games. Ma è finalmente sul n. 11 di Guida Videogiochi del maggio 1990, supplemento “Console” n°5, che il Game Boy si manifesta in tutto la sua superiorità. Il CES invernale di Las Vegas, tenutosi a gennaio 1990, ha infatti mostrato al mondo intero le potenzialità del Game Boy. Nell’articolo di resoconto della manifestazione si scrive:

Il Game Boy fa scalpore negli Stati Uniti.

Mentre, a pag. 10, viene proposta un’intervista che mette in chiaro i piani di Nintendo sulle vendite in Europa. Tra le tante dichiarazioni, la più interessante, per quanto riguarda il Game Boy, è di Ron Judy, responsabile dello sviluppo Nintendo in Francia:

Da tre anni, avevo predetto che l’Europa sarebbe stata uno dei nostri migliori mercati: è il caso di affermarlo oggi. Intensificheremo i nostri sforzi con la pubblicità televisiva. Tutti i mesi, vedrete cartoni animati ispirati a Super Mario, l’importazione dei giochi migliori (su 200 giochi che escono in America, ne importeremo 24) e soprattutto con una politica dei prezzi più aggressiva ancora.

Interessanti anche le parole di Greg Fishback, presidente della Acclaim,:

Il grande pubblico non capisce niente di queste storie di 8, 16, 32, 64 bit: la sola cosa che interessa all’utenza, è avere giochi sempre migliori ad un costo sempre minore.

da K n. 17

Sul n. 17 di K di maggio 1990 il Game Boy si guadagna un posticino in copertina più, pag. 89, uno speciale davvero ben fatto dal titolo “A portata di mano“. Nell’articolo, frutto del lavoro del corrispondente americano di ACE, rivista della quale K traduceva buona parte degli scritti, si analizzano a fondo le tendenze di mercato e si paragona il successo americano del Game Boy a quello del Walkman di qualche anno prima:

[…] la rivoluzione nei videogiochi portatili che già sta attraversando fulmineamente gli USA come niente prima d’ora […] basta guardare i dati di vendita del Game Boy per capirne il motivo. Dallo zero a un milione di unità vendute, e solo negli ultimi cinque mesi del 1989. Dati come questi vanno sotto la lettera S come Sensazionale.

Interessati anche le parole dell’intervista a Peter Main, vicepresidente alle vendite della Nintendo americana. L’obiettivo dichiarato è vendere altri quattro milioni di unità entro la fine dell’anno. L’articolo si dilunga nell’analizzare l’hardware di Lynx, Game Boy, nell’anticipare le uscite di PC Engine GT e Game Gear ma soprattutto nel fornire delle conclusioni che dimostrano quanto l’autore ci avesse visto lungo:

Dunque, chi è il vincitore? Certamente il NEC e il Sega avranno un forte impatto quando saranno commercializzare, grazie alla loro enorme base di software già esistente. Ma non vi pare che il megagalattico Lynx stia per spazzar via dalle scene il modesto Game Boy? Beh tenetevi forte. C’è un piccolo punto che non abbiamo ancora considerato, ed è la Nintendo stessa. […] Si possono trovare fiocchi d’avena, magliette, jeans, pantofole, sedie, stoviglie e orologi Nintendo. Perfino accendendo la televisione c’è una forte probabilità di imbattersi nel Super Mario Bros Show. E come viene chiamato fuori dai circuiti specializzati il Game Boy? Il “Nuovo Nintendo”. Basta che un ragazzo chieda ad un altro “Hai visto il nuovo Nintendo?” mostrando il piccolo oggetto in plastica (proprio delle dimensioni giuste) perché l’altro risponda “Lo voglio subito!”.

Sul n. 12 di giugno 1990 di Guida Videogiochi, compare per la prima volta, a pag. 64, la locandina pubblicitaria di quello che sarà ufficialmente l’evento di presentazione della console in Italia: il SIM HI-FI IVES di Milano (20-24 settembre 1990). Inoltre la redazione effettua un confronto diretto tra quelle che si pensava fossero i due competitor per il mercato portatile del 1990. Ne esce vincitrice, come immaginabile, la console Nintendo.

da Guida Videogiochi n. 12

Ma siamo alle soglie del lancio ufficiale di Game Boy in Italia e K si rivela la rivista più interessata al mondo delle portatili dedicando parte della copertina del n. 20 di settembre 1990 al PC Engine GT. Nel resoconto del CES di Chicago del 1990 è presente un box dal titolo “Troppo poco, troppo tardi” che si occupa della situazione attuale del Lynx:

Il Lynx della Atari, la prima console portatile a colori del mondo, sembrava un po’ svantaggiata nella gara con il Gameboy della Nintendo e il TurboExpress della NEC. Parliamoci chiaro: per il Lynx ci sono troppo pochi giochi.

Sul n. 14 di Guida Videogiochi di settembre 1990 la rivista dedica due pagine intere al Game Boy (pp. 25-26). Il titolo dello speciale è “Game Boy: titoli in arrivo”. L’articolo è una traduzione di quanto scritto da Marshal M. Rosenthal, collaboratore anche per The Games Machine e presenta in maniera dettagliata i titoli più attesi:

Per Game Boy c’è qualcosa di più dell’interesse: una quantità di giochi! Con tante case editrici che lavorano per fornirci il meglio c’è il piccolo dubbio che il GB stia per diventare il gigante del gruppo. E ci regalerà tantissimo divertimento.

Sul numero 24 di ottobre 1990 finalmente in Game Boy trova ampio spazio anche su The Games Machine. Oltre, infatti, al consueto “Made in Japan” e allo speciale di due pagine denominato “Mondo Console” è alle pagine 86 e 87 che si introduce per la prima volta la console portatile Nintendo, in maniera approfondita ed efficace, attraverso lo speciale “Ragazzi! Il Game Boy!”. Analisi dettagliata dell’hardware, presentazione dei giochi più venduti in Giappone e Stati Uniti e, soprattutto, la sensazione che si tratterà di un grande successo anche in Italia a dispetto di quanto affermato, anche con un po’ di ritardo rispetto alle riviste concorrenti, nei mesi precedenti:

Tra un po’ di tempo quando passeggerete per le strade non crediate che le due cuffiette che spuntano dall’Invicta di quel ragazzo siano attaccate al solito walkman, nooo, sul metrò lo vedrete sfilare il Game Boy e inserire una delle ultime cartucce […]!

da The Games Machine n. 24

Intanto sul n. 21 di K di ottobre 1990 compaiono finalmente due recensioni per giochi del Game Boy. Le prime su una rivista italiana del settore. Si tratta di Double Dragon (K voto 863) e Paper Boy (K voto 816). Sul n. 22 di K di novembre 1990 nello speciale “Novità dalle fiere” a pag. 19 si parla invece, dettagliatamente, di quanto visto al SIM HI-FI IVES di Milano di quell’anno. I protagonisti erano senza dubbio due, entrambi tirati a lustro per il loro lancio ufficiale, Il Mega Drive di Giochi Preziosi e il Game Boy di Mattel. Oltre alla consueta descrizione dell’hardware, è alquanto nostalgico leggere le parole con la quale la rivista presentava la console al pubblico italiano:

Dopo oltre un milione di unità vendute negli Stati Uniti, il Gameboy approda finalmente anche in Italia grazie alla Mattel, distributore ufficiale dei videogiochi Nintendo. Presentato al SIM (intoccabile sotto una bacheca di vetro), il portatile della Nintendo è in vendita da questo mese nei principali negozi di giocattoli. Con un prezzo di 149.000 lire al pubblico, il Gameboy sarà sicuramente uno dei regali più richiesti (e, soprattutto abbordabili) del prossimo Natale.

Il gioco in dotazione, tanto per cominciare, è Tetris e questo già la dice lunga sulla giocabilità del portatile Nintendo. Oltre a Tetris, sei altri giochi fanno parte della ‘libreria’ iniziale di titoli per il Gameboy, il cui prezzo sarà di 50.000 lire ciascuno: Solar Striker, Golf, Super Mario Land, tennis, Qix e Alleyway. Come inizio, in attesa che la Mattel distribuisca le decine di giochi già disponibili negli USA per il Gameboy, non è niente male.

Dal n. 26 del dicembre 1990, The Games Machine, come già successo con Zzap!, dimostra ancor più attenzione al mondo delle console. Al consueto “Made in Japan” si affianca “Made in Usa” a cura del corrispondente Marshal M Rosenthal, e le dichiarazioni, all’interno dello speciale, non lasciano molto spazio ai dubbi:

[…] questo è il periodo giusto per prendere una console. Così se non ne avete una e ci stavate pensando, buttatevi!

Sul n. 23 di dicembre 1990 di K, con ormai il NES e il Game Boy distribuiti entrambi sul nostro territorio con la partnership di Mattel, la Nintendo conclude l’invasione italica aprendo e sponsorizzando il famoso “Nintendo Club”. Sponsor d’eccezione Jovanotti.

Eh sì la Nintendomania dilaga. […] Tanto è vero che la Mattel ha deciso di aprire il Club Nintendo. Ci si potrà iscrivere spedendo la cartolina disponibile presso tutti i rivenditori Nintendo e si riceverà la rivista del club che uscirà a cadenza bimestrale. L’iscrizione costa 15.000 […]

dallo Speciale Console allegato a K n. 23

Sullo “Speciale Console”, invece, in allegato sempre al numero 23, troviamo sul retrocopertina la prima pubblicità su una rivista di settore completamente dedicata al Game Boy. All’interno dello speciale le recensioni di Tennis, Alleyway, Golf, Solar Striker, Super Mario Land, Baseball, Tetris e tantissime anteprime (Dr. Mario, Teenage Mutant Ninja Turtles, Robocop, ecc.) che non potevano che aumentare la considerazione dei lettori per la console.

Per concludere l’analisi del 1990 sull’allegato “Annuario Videogiochi” di Guida Videogiochi del dicembre di quell’anno si presenta un resoconto delle console disponibili sul mercato e qualche anteprima per meglio prepararsi alle spese natalizie; lo speciale prende il nome di “Una console per tutti!”. Con le console ormai ufficialmente distribuite in Italia e i trend di vendita sotto gli occhi di tutti, la redazione si lascia andare in un’altra analisi approfondita di Lynx e Game Boy, concorrenti dirette per finire sotto l’albero di Natale. La prima ne esce amaramente sconfitta:

Il piatto della bilancia pende indiscutibilmente a favore del Game Boy, visto che l’avvenire del Lynx è molto dubbio.

Siamo al Natale 1990. Il resto è una storia già ben conosciuta.

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